25/3/2011 Cosa possiamo imparare dal Giappone?

Caffescienza straordinario

SMS Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303  http://www.smsrifredi.it/
ore 21:00


Curatore: Franco Bagnoli

Con

Eugenio Tabet, ex dirigente di ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità
Filippo Catani, dipartimento di scienze della terra, Università di Firenze 


Il terremoto che ha colpito il Giappone con annesso Tsunami ha messo in dubbio molte delle nostre certezze di poter dominare la natura e controllare la tecnologia. Se anche il Giappone, che è sicuramente un paese all'avanguardia nel campo della prevenzione delle catastrofi, ha avuto così tanti morti e danni e non ha saputo prevedere l'intensità del terremoto, forse bisogna ripensare a fondo le strategie di contenimento dei disastri naturali.
Ma sicuramente le maggiori preoccupazioni riguardano le centrali nucleari. L'energia nucleare doveva essere una fonte economica che avrebbe risolto tutti i problemi di approvvigionamento. Ma Three Mile Island, Chernobyl e ora Fukushima ci mettono in guardia: i sistemi tecnologici non sono facilmente gestibili, sia perché il mondo che non è per nulla stabile, sia perché la sicurezza è sempre un compromesso con il costo sia infine per la difficoltà intrinseca di controllare processi complessi. Inoltre, altri dubbi emergono sulla convenienza del nucleare oltre alla pericolosità delle centrali: il rischio di proliferazione, la gestione delle scorie, l'esaurimento del combustibile e la sua disponibilità, l'effettiva economicità di questa fonte a fronte delle esigenze di sicurezza. E forse dobbiamo ripensare anche a tutto il nostro modello di sviluppo, basato su grandi consumi, grandi sprechi e grande sfruttamento delle risorse.
Si tratta di argomenti vasti e complessi, che sicuramente non si possono esaurire in una discussione di un paio di ore, ed inoltre in questo momento le maggiori preoccupazioni sono sicuramente quelle di ordine sanitario. Bisogna comunque analizzare la situazione e cercare di trarre insegnamenti da quello che è successo in Giappone, e prima ancora da Chernobyl.

Sarà possibile seguire il caffescienza in diretta web su http://www.livestream.com/caffescienza  (video) e su http://150.217.48.146/audio/live.html (audio).

Materiali:

  • K. Ishibashi (2003) Genpatsu-Shinsai: Catastrophic Quake and Nuke Disaster Complex  Presented in the 23rd. General Assembly of IUGG, 2003, Sapporo, Japan http://historical.seismology.jp/ishibashi/opinion/0307IUGG_slides.pdf (sismicità giapponese e centrali nucleari, documento del 2003!)
  • Problemi precedenti alla centrale di fukushima : http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704433904576212980463881792.html?mod=WSJEUROPE_hpp_MIDDLETopNews
  • Akira Kurosawa - Sogni - Fujiama in rosso (1990) - esplosione centrale nucleare http://www.youtube.com/watch?v=J9d5pOoixpg
  • Spot nucleare dei simpson http://www.youtube.com/watch?v=EmeVqhVhMd0 
  • Deliri di Roberto de Mattei, vicepresidente (sic!) del CNR: http://aldopiombino.blogspot.com/2011/03/cosi-parlo-de-mattei-nessuno-puo-dire.html
  • A proposito di intensità dei terremoti: https://fiabeefrane.wordpress.com/2011/03/11/terremoto-in-giappone-m-89/
  • Lettera inviata alla stampa il giorno prima del terremoto in giappone
    Egregio Direttore,
    La preghiamo di volere ospitare il nostro stupore per le affermazioni del Prof. Veronesi
    nell’intervista pubblicata da “La Stampa” il 3 marzo. Alcuni di noi hanno direttamente lavorato
    nel settore nucleare per decenni e ci rendiamo conto che queste affermazioni non sono corrette. È
    impossibile qui contestarle una per una per cui vorremmo, tramite Lei, invitare formalmente il Prof.
    Veronesi a confronti pubblici con specialisti di opinioni diverse sul nucleare.
    Ci preoccupa che il presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare affermi che i nuovi reattori
    possono funzionare anche per 100 anni e che il problema delle scorie nucleari è di facile soluzione,
    quando nessun paese al mondo l’ha risolto e i contribuenti italiani sborsano 400 milioni all’anno
    per i residui dei nostri limitati programmi nucleari (almeno 10 miliardi dal 1987), che neghi inoltre
    l’evidenze delle misure che provano i rilasci radioattivi nel normale funzionamento dei reattori
    nucleari e che trascuri l’aumento degli incidenti nelle centrali nucleari negli ultimi anni, nonché gli
    enormi problemi ed aumento di costi e di tempi incontrati dai pochissimi reattori in costruzione in
    Europa.
    Proprio perché pensiamo che sia possibile raggiungere un consenso su questi dati di fatto,
    auspichiamo su questi problemi che toccano direttamente tutti i cittadini si giunga a confronti
    pubblici seri e circostanziati.

    Angelo Baracca
    Ernesto Burgio
    Guido Cosenza
    Giorgio Ferrari
    Fulcieri Martini
    Giorgio Parisi
    Stefano Ruffo
  • It's over a week since the nuclear FUKUSHIMA DAIICHI rejects radioactive material into the atmosphere. The first food analysis reveals  very high levels of radioactivity in spinach and milk (official figures). The standards are largely outdated and these products should always be removed from  market. It should also go further and advise the residents of affected areas not to consume products at risk (no need to analyze) and supply them with food not contaminated. The results for spinach are all the more alarming the sampling area being located between 80 and 120 km south of the nuclear plant http://www.criirad.org/


Pagine secondarie (1): Ammazzacaffè
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Franco Bagnoli,
22 mar 2011, 08:29
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