Ammazzacaffé

Video (604Mb) 

http://www.complex.unifi.it/~caffescienza/video/cafferenza21-10-2010.avi

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I clip e le immagini

Per divertirmi, ho rintracciato alcune delle immagini e dei clip usati nella presentazione..



Il commento di  Rino Greco e Davide Mannis

Entusiasmante e divertentissima “Cafferenza” dal titolo “Dal tam tam al tom tom: Alice nel mondo delle reti.” L'incontro è inserito all'interno degli eventi del Festival della Creatività tenuta giovedì 21 ottobre da Massimo Malchiori (Dipartimento di Matematica Pura ed Applicata, Università di Padova), presso la sala incontri di S. Verdiana, in piazza Ghiberti.


Insieme al nostro oratore abbiamo scoperto di essere stati scoperti...


Al principio l'idea che si aveva del web era quella di uno specchio dove chi stava da una parte era sconosciuto a chi stava dall'altra. La proiezione di una vignetta di due cani connessi ad internet (dove uno dice all'altro: “Su internet nessuno sa che sei un cane”) sintetizzava al meglio l'idea che si aveva qualche tempo fa del web. I progressi della rete e del cosiddetto web 2.0, hanno portato al travalicamento di questo specchio, superando ogni sorta di confine legato allo spazio e/o al tempo. Conseguentemente anche il concetto di privacy è divenuto un qualcosa da ricalcolare, da ridisegnare.


Ormai tutte le attività svolte quotidianamente vengono monitorate e spiate dall'occhio sempre vigile del Grande Fratello. Va sempre di più appiattendosi la differenza tra i due attori che stanno ai lati dello specchio. Sta avvenendo una specie di fusione, stiamo assistendo ad un “processo di antropomorfizzazione”.


Il primo esempio di questo processo esposto dal nostro ospite è quello della donna che appare sul sito dell'Ikea. Anna, l'assistente online che aiuta l'utente nella navigazione del sito e/o risponde a qualsiasi domanda che riguardi il mondo IKEA. In principio l'immagine digitalizzata di questa donna rispecchiava il prototipo della tipica svedese bionda con gli occhi azzurri, ma c'è stata l'esigenza di cambiarle un po' l'aspetto per darle delle connotazioni più comuni, quasi simili alla realtà. Un altro esempio del processo di antropomorfizzazione è quello di “Second life” o dei mondi virtuali in genere. Sono proprio questi mondi che hanno portato all'estremizzazione di questo processo.


A un certo punto si percepisce che nel web ognuno può diventare protagonista, può essere anche lui un concorrente del “grande fratello”. Si guarda infatti il “grande fratello” perché fondamentalmente ci piace osservare e spiare manie e comportamenti degli altri. Ecco scoperto allora il successo di Facebook: l'attività maggiore che si fa su Facebook è quella di guardare le foto degli altri utenti. Non siamo altro che un popolo di “guardoni”.


Ecco che allora Alice ha superato lo specchio. È stata frantumata la barriera spazio-temporale che esisteva fino a qualche anno prima. Siamo diventati ingranaggi del web; ogni nostra mossa viene vista, scannerizzata e poi studiata. Il web è diventata una miniera d'oro per le grosse multinazionali che studiano comportamenti ed abitudini degli individui a fini di marketing. Si studia l'individuo prendendo in considerazione vari aspetti: quello sociale e quello sessuale, si studiano i diversi approcci alla navigazione tra uomo e donna, ecc. L'anonimo prende forma, si scopre che l'anonimo altro non che che un cane.



Domande del pubblico


I dati per le statistiche sono dati liberi e fruibili da tutti?

Secondo Massimo Malchiori i dati sono accessibili solo da pochi e la sua esperienza lo porta a dire che gli esperti del settore riescono a sapere quasi tutto riguardo all'utente in maniera spaventosamente precisa e dettagliata.


Chi non usa il computer è difficilmente rintracciabile?

Anche gli internauti più esperti lasciano le loro tracce sul web. Infatti solo chi non usa il computer può ritenersi quasi al sicuro, ma sarebbe difficile svolgere oggi alcune attività senza l'accesso ad internet.


Salta la dimensione spazio-temporale e crea una dimensione a-temporale e a-spaziale?

Ci si avvia verso una dimensione a-spaziale, l'unica barriera rimane quella a-temporale, purtroppo un nostro limite (24 ore sono 24 ore).


Informazioni artefatte - c'è la possibilità di una informazione dannosa?

Sicuramente le informazioni sono artefatte e dannose per un pubblico che non sa coglierle e filtrarle con un minimo di senso critico. Sono dannose anche perché alcune notizie sono delle vere e proprie “bufale”, senza alcuna fondatezza.


Esiste un altro tipo di specchio? Cioè è difficile rendersi conto se la persona che sta dall'altra parte sia una persona o una macchina?

Il processo di antropomorfizzazione sta rendendo sempre più difficile rendersi conto se dall'altra parte chi sta parlando sia una macchina o una persona (Esempio Ikea).




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