101014 - 14/10/2010 Caffè-Scienza: L’uomo è più un genio o un computer?

SMS Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303  http://www.smsrifredi.it/  
ore 21:00


Curatore: Franco Bagnoli (franco.bagnoli@gmail.com)

con
Andrea Guazzini, Institute for Informatics and Telematics (IIT - CNR Pisa)
Emiliano Santarnecchi,  Dip. di Neuroscienze dell'Università di Siena

Esistono molti concetti di uso comune che tutti noi frequentemente utilizziamo essendo certi del loro reale significato. Tra questi certamente concetti quali intelligenza e creatività sono tra i più inflazionati. Tutti sembriamo certi di sapere che cosa realmente siano, nonché capaci di stabilire un netto confine tra di loro: 'Luigi è intelligente perché va bene a scuola', 'Francesco è creativo perché fa dei bei quadri', 'sicuramente Luigi e Francesco sono persone molto diverse'. La realtà come sempre è molto più complicata. Gli ultimi cento anni hanno visto proprio il tentativo di definire sperimentalmente che cosa fossero intelligenza e creatività; molto interessante è sapere che discipline quali la statistica hanno visto la luce proprio durante questo tentativo, evidenziando tuttavia ulteriormente la difficoltà di catturare la loro vera natura. L'approccio classico allo studio dell'intelligenza ha previsto l'isolamento di capacità specifiche e indipendenti, e la conseguente costruzione di particolari strumenti, chiamati reattivi mentali, atti a misurarne le prestazioni nei singoli individui. Tale approccio trattava di fatto la mente umana come una scatola nera, osservandone il comportamento senza indagarne i meccanismi fondamentali. Dopo essere arrivata ad identificare 150 diversi 'fattori di intelligenza' la psicologia ha rimesso in discussione tale paradigma cercando altre definizioni. Il settore della psicologia che principalmente ed operativamente si occupa della misurazione, classificazione e valutazione delle capacità intellettive è la neuropsicologia; terra di confine tra la tecnica della misurazione, la teoria della mente e gli aspetti evolutivi/patologici del cervello. Da un lato la messa a punto di strumenti che partono da diversi paradigmi teorici e dall'altro la verifica della loro applicabilità nella pratica clinica, hanno permesso alla neuropsicologia di individuare alcune definizioni largamente condivise dell'intelligenza ma anche di metterne in discussione molte altre. Infine, la creatività ha da sempre esercitato un fascino particolare nell'immaginario collettivo, ma sotto il microscopio della psicologia sperimentale appare tuttora indistinguibile da altre capacità cognitive di ordine superiore. Sebbene tale sfida sia tuttora aperta, è stato necessario sviluppare nuovi concetti teorici complessi, quali quello di sinestesia, al fine di individuare anche per questa grandezza una definizione operativa. Risulta a questo punto evidente, come l'effimera dicotomia tra uomo processatore di informazioni o genio creativo rischia di apparire molto più spinosa delle nostre più ingenue attese.


L'evento verrà mandato in streaming a partire dalle 21:15 (l'orario esatto verrà indicato su twitter). Per partecipare, inserire le domande sul form, e verranno commentate in diretta.

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Franco Bagnoli,
06 nov 2010, 01:41
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