I dieci giorni scomparsi dalla nostra vita: Luigi Lilio riformatore del Calendario Gregoriano


Giovedì 3 Marzo 2016 ore 21:00

Biblioteca delle Oblate

Via dell’Oriuolo, 24

Cafferenza

con:
Francesco Vizza, Dirigente di Ricerca - ICCOM-CNR-sezione di Firenze

modera:
Gianna Reginato
  ICCOM-CNR-sezione di Firenze

con la partecipazione di:
Domenico Madera e Massimo Ierimonti




Luigi Lilio era un medico astronomo e matematico del XVI secolo, la cui figura personale non ha quasi lasciato traccia. Eppure la riforma del calendario, che non porta il suo nome ma quello del papa Gregorio XIII che l’ha promulgata nel 1582, segna un momento fondamentale nella storia del computo del tempo civile e del computo della Pasqua. Il calendario di Lilio, rimasto invariato, è quello che ancora adoperiamo dopo circa mezzo millennio. Nel corso dei secoli la discordanza tra le date del calendario giuliano, in vigore dal 46 a.C., e l’equinozio di primavera impone la necessità di correggere le regole del computo adottato per regolare il tempo. Ne soffre in particolare la Chiesa Cattolica che già dal Concilio di Nicea del 325 aveva legato al novilunio e all’equinozio di primavera il suo mistero fondamentale: la Resurrezione di Cristo.

Nel XVI secolo appare ormai improcrastinabile la riformulazione del calendario, ma è un compito arduo da svolgere poiché mancano le leggi dei modelli planetari, i metodi della fisica e gli strumenti della matematica che vedranno la luce pochi anni dopo grazie a Keplero, Galileo e Newton.

Lilio non ha a disposizione queste conoscenze ma, basandosi su dati astronomici ancora approssimati, contenuti in vecchie tavole compilative, riesce ad elaborare un calendario così preciso da sfidare i secoli. Mediante i suoi calcoli, la data della Pasqua e l’equinozio di primavera saranno sincronizzati per altri 4,5 miliardi di anni
Pagine secondarie (1): Discussione
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Giovanna Pacini,
23 feb 2016, 01:35
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Giovanna Pacini,
23 feb 2016, 01:34
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