Il gioco d’azzardo: una nuova droga?

6/12/2012 CaffèScienza SMS Rifredi ore 21:00





Dr. Massimo Cecchi, Gioco d’Azzardo Patologico, SERT, ASL di Firenze.
Un rappresentante (anonimo) dell'Associazione Giocatori Anonimi

Moderatore: Lorenzo Ulivi

Tutti abbiamo almeno una volta provato attrazione per il gioco d'azzardo nelle sue diverse forme: gratta e vinci, slot machine, scommesse sportive, casinò, ecc.. La possibilità di vincere denaro o premi, non necessariamente di grande valore, provoca in molti di noi eccitazione e una sorta di piacere. Per alcuni, con il passare del tempo, questa eccitazione diventa irrinunciabile, ed il gioco d'azzardo diventa una sorta di droga: quello che si chiama gioco d'azzardo patologico. Ma quali sono i meccanismi psicologici che spingono verso questa dipendenza? E si può veramente parlare di dipendenza, di una droga? Che cosa si può fare per arginare questo fenomeno, che sta diventando importante da un punto di vista sociale,  e quali sono i trattamenti sanitari per coloro che soffrono di questa vera e propria malattia?







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Franco Bagnoli,
04 dic 2012, 03:58
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