Cafferenza Biblioteca delle Oblate ore 21:00
Ospite
Luigi Dei, Dipartimento di Chimica, Università di FirenzeGianna Reginato, Istituto di chimica dei composti organo-metallici CNR Firenze.
Sommario
Il 10 dicembre 1911 Re Gustavo V di Svezia conferiva il Premio Nobel per la chimica a Marya Salomee Sklodowska, più nota come Marie Curie. Era la seconda volta che questa donna scienziato veniva insignita della massima onorificenza in campo scientifico: otto anni prima, insieme al marito Pierre e a Henri Becquerel, aveva ricevuto lo stesso premio per la fisica. Quel giorno si concludeva la straordinaria avventura scientifica di un personaggio divenuto icona e simbolo delle stupefacenti trasformazioni di costume che caratterizzeranno i decenni successivi. Accanto al suo valore di scienziata Maria ha rappresentato "la lotta esemplare di una donna che decide di imporre le sue capacità in una società in cui le mansioni intellettuali e le responsabilità pubbliche sono riservate troppo spesso
agli uomini" (F. Mitterrand).
Nel centenario del conferimento del Premio Nobel per la chimica a Marie Curie, il presente contributo vuole rendere omaggio a questa duplice eredità che ella ha lasciato ai posteri: la forza della razionalità scientifica contro l'oscurantismo delle credenze, la libertà dello spirito contro la schiavitù dell'ignoranza, l'uguaglianza di genere e la parità dei diritti.
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