giovedì 1 dicembre 2005 ore 21:00 luogo: Pinocchio Jazz, Viale Giannotti 13, Firenze ospiti: animatore: Donatella Lippi (Università di Firenze) descrizione: La scienza medica è fondata sull'esperienza: l'effetto di un farmaco per uscire da una determinata patologia è studiato per anni prima che il farmaco venga usato nelle cliniche o distribuito in commercio. Ciò nonostante, anche dopo questa lunga fase, il meccanismo del funzionamento del farmaco può rimanere oscuro. Questa zona d'ombra, dovuta alla scarsa conoscenza dei processi chimici e biologici, è sufficiente per giustificare approcci alla medicina più carenti da un punto di vista scientifico, ma apparentemente capaci di esplicare un ruolo terapeutico ? Discussione: http://www.complex.unifi.it/twiki/bin/view/CaffeScienza/MedicineNonConvenzionali
Per approfondire il discorso sulle medicine non convenzionali e sull'agopuntura Alcuni siti internet: Bibliografia: - "Guidelines on Developing Consumer Information on Proper Use of Traditional Complementary and ALternative Medicine", pubblicato dal Whorld Health Organization
- "WHO Traditional Medicine Strategy", pubblicato dal World Health Organization
Una questione di interesse in medicina (ma non solo) è l'affidabilità delle pubblicazioni scientifiche riguardanti la validazione di farmaci e terapie Un motore di ricerca che permette di scrutare la letteratura scientifica in questo senso è : Questo strumento (a pagamento) è alla base dei risultati della recente pubblicazione sulla validità dell'omeopatia: A. Shang et al., "Are the clinical effects of homeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homeopathy and allopathy.", Lancet, 366, 726-732 (2005). Si tratta di uno strumento affidabile? Il fatto che sia a pagamento può costituire un problema? Una versione gratuita di accesso all'informazione scientifica sulla validazione cinica è in costruzione nell'ambito del progetto "Public Library of Science": Il fatto che la gran parte delle pubblicazioni PLOS, gratuite per autori e lettori, non siano censite nel "Journal of Citation Reports", e quindi contino meno nel curriculum di un ricercatore, costituisce un problema? |