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Perché i ragazzi odiano la matematica (e le ragazze, pure)? PDF Stampa E-mail

 

giovedì 18 marzo 2010 ore 21:00  (scaricate il file PDF della locandina)

Luogo: SMS-Rifredi, via Vittorio Emanuele 303, Firenze 

con Enrico Giusti (Museo della Matematica Il Giardino di Archimede e Università di Firenze) e Riccardo Ruganti (Liceo Classico Forteguerri, Pistoia).


Moderatrice: Sofia Biagi (Corso di Laurea in Fisica, Università di Firenze) 


paperino

Matematica? Non ci ho mai capito niente. A scuola sono sempre andato male in matematica! Non è portato per la matematica. Quante volte abbiamo sentito discorsi come questi? In effetti, il rendimento scolastico in matematica degli studenti italiani è spesso molto scarso. Qual è la causa di questo rapporto così difficile con la matematica? È tutta colpa della tradizione italiana che considera “vera cultura” solo quella umanistica, o c'è anche altro? D'altra parte, anche nel nostro paese i festival della matematica registrano il tutto esaurito. È davvero impossibile, allora, mostrare il lato divertente e creativo della matematica, anche a scuola?

 

 

 

 

 

 

(Immagine per gentile concessione di Marco Barlotti)

Per maggiori informazioni: 055 4572311 (Lapo Casetti)


Video dell'evento:

parte 1 

parte 2

parte 3

parte 4

parte 5

parte 6

parte 7


 


 Sono disponibili un breve testo di Raymond Queneau dal titolo Alcune osservazioni sintetiche sulle proprietà aerodinamiche dell'addizione e una brochure con alcune citazioni, distribuita la sera del dibattito.

 

Un recentissimo (10/02/2010) ed agile (solo 100 pagine) libro sull'argomento è stato suggerito da Piero Dorfles nella trasmissione di RAI3 "Per un pugno di libri" del 21/02/2010

Paul Lockhart  "Contro l'ora di matematica" (Rizzoli)

"Se ci si concentra sul che cosa, e si tralascia il perché, la matematica si riduce a un guscio vuoto. La matematica è l’arte della spiegazione. Se si nega agli studenti l’opportunità di porsi i propri problemi, elaborare le proprie congetture e le proprie scoperte, sbagliare, essere creativamente frustrati, avere un’ispirazione, si nega loro la matematica stessa”.Paul Lockhart spiega in questo appassionato e appassionante pamphlet che occorre restituire alla matematica il suo lato creativo e giocoso, riscoprire e trasmettere ai ragazzi lo slancio immaginativo e la sfida mentale che da sempre anima i matematici, perché “non c’è nulla di così onirico e poetico, nulla di così radicale e sovversivo, e psichedelico, quanto la matematica”.


Segnaliamo, inoltre, un articolo apparso il 17/03/2010 sul Corriere della Sera, intitolato "Per essere filosofi ci vuole un maestro: il docente deve trasmetterci la passione". Anche se l’articolo si riferisce all'insegnamento della filosofia, molte considerazioni valgono anche per l'insegnamento della matematica (e di qualunque altra materia).


Infine, a proposito dell'argomento "le ragazze e la matematica", segnaliamo un interessante articolo di Federico Peiretti  intitolato "Sof'ja Kovalevskaya: la matematica come immaginazione". Ad una amica che si sorprendeva nel constatare quanto fosse brava sia come scrittrice che matematica, la Kovalevskaya rispose: "Chi non ha mai avuto occasione di approfondire la conoscenza della matematica, la confonde con l'aritmetica e la considera un'arida scienza. In realtà è una scienza che richiede molta immaginazione. Uno dei più grandi matematici del nostro secolo osserva giustamente che è impossibile essere matematico senza avere l'animo del poeta. E' necessario rinunciare all'antico pregiudizio secondo il quale il poeta deve inventare qualcosa che non esiste, che immaginazione e invenzione sono la stessa cosa. A me pare che il poeta deve soltanto percepire qualcosa che gli altri non percepiscono, vedere più lontano degli altri. E il matematico deve fare la stessa cosa".

 

 
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