Matematica? Non ci ho mai capito niente.A scuola sono sempre andato male in matematica!Non è portato per la matematica.
Quante volte abbiamo sentito discorsi come questi? In effetti, il rendimento
scolastico in matematica degli studenti italiani è spesso molto scarso. Qual è
la causa di questo rapporto così difficile con la matematica? È tutta colpa
della tradizione italiana che considera “vera cultura” solo quella umanistica, o
c'è anche altro?
D'altra parte, anche nel nostro paese i festival della matematica registrano il
tutto esaurito. È davvero impossibile, allora, mostrare il lato divertente e
creativo della matematica, anche a scuola?
(Immagine per gentile concessione di Marco Barlotti)
Per maggiori informazioni: 055 4572311 (Lapo Casetti)
Un recentissimo (10/02/2010) ed agile (solo 100 pagine) libro sull'argomento è stato suggerito da Piero Dorfles nella trasmissione di RAI3 "Per un pugno di libri" del 21/02/2010
"Se ci si concentra sul che cosa, e si tralascia il perché, la matematica si riduce a un guscio vuoto. La
matematica è l’arte della spiegazione. Se si nega agli studenti l’opportunità di porsi i propri problemi,
elaborare le proprie congetture e le proprie scoperte, sbagliare, essere creativamente frustrati, avere
un’ispirazione, si nega loro la matematica stessa”.Paul Lockhart spiega in questo appassionato e
appassionante pamphlet che occorre restituire alla matematica il suo lato creativo e giocoso, riscoprire
e trasmettere ai ragazzi lo slancio immaginativo e la sfida mentale che da sempre anima i matematici,
perché “non c’è nulla di così onirico e poetico, nulla di così radicale e sovversivo, e psichedelico, quanto la
matematica”.
Segnaliamo, inoltre, un articolo apparso il 17/03/2010 sul Corriere della Sera, intitolato "Per essere filosofi ci vuole un maestro: il docente deve trasmetterci la passione". Anche se l’articolo si riferisce all'insegnamento della filosofia, molte considerazioni valgono anche per l'insegnamento della matematica (e di qualunque altra materia).
Infine, a proposito dell'argomento "le ragazze e la matematica", segnaliamo un interessante articolo di Federico Peiretti intitolato "Sof'ja Kovalevskaya: la matematica come immaginazione". Ad una amica che si
sorprendeva nel constatare
quanto fosse brava sia come scrittrice che matematica, la Kovalevskaya rispose:
"Chi non ha mai
avuto occasione di approfondire la conoscenza della
matematica, la confonde
con l'aritmetica e la considera un'arida scienza. In realtà è
una scienza che richiede molta immaginazione. Uno dei più
grandi
matematici del nostro secolo osserva giustamente che è
impossibile
essere matematico senza avere l'animo del poeta. E' necessario
rinunciare
all'antico pregiudizio secondo il quale il poeta deve
inventare qualcosa
che non esiste, che immaginazione e invenzione sono la stessa
cosa.
A me pare che il poeta deve soltanto percepire qualcosa che
gli altri
non percepiscono, vedere più lontano degli altri. E il
matematico
deve fare la stessa cosa".